domenica 2 gennaio 2011
Raul Vaneigem, sulla soglia del 2011
"L'autenticità non è una realtà nuova, né Kleist un'eccezione quando pretendeva di non essere felice che in sua sola compagnia, perché gli era permesso di essere totalmente vero. Ciò che è nuovo, è il rilievo che prende l'autenticità nel disgregarsi della menzogna sociale, nello sfacelo dei personaggi caratteristici a cui ciascuno era obbligato ad identificarsi fin dall'infanzia".
lunedì 15 novembre 2010
Una bella notizia
Luca Nardini, con il racconto "Ninna nanna", è tra i vincitori del Concorso Letterario Stefano Marello di Torino.
Il tema indicato per la V edizione del Concorso era "Radici: le origini, i luoghi, la lontananza e il ritorno".
La premiazione avrà luogo Sabato 11 Dicembre 2010 alle ore 10,30
Teatro Monterosa
Via Brandizzo 65 - Torino
Il tema indicato per la V edizione del Concorso era "Radici: le origini, i luoghi, la lontananza e il ritorno".
La premiazione avrà luogo Sabato 11 Dicembre 2010 alle ore 10,30
Teatro Monterosa
Via Brandizzo 65 - Torino
domenica 14 novembre 2010
Ciccio
A pagina 61-62 di Dolls c'è questo passaggio: "gli ex tossici - che tra loro si chiamavano 'ciccio' - erano quelli che dirigevano la cooperativa". Perché proprio "ciccio"? Può sembrare un'espressione bonaria, nel senso di Franco e Ciccio, oppure Ciccibum - o magari una sorta di vezzeggiativo infantile come cicciobello? Qualcuno forse si ricorda ancora di Cicciolina? Mi sembra tuttavia che il significato possa estendersi anche oltre la bonarietà: "ciccio" deriva piuttosto dall'accezione "tirare a fare ciccia", che secondo il dizionario della lingua italiana Devoto-Oli vuol dire abborracciare, acciarpare; ma anche cercare di far quattrini a più non posso, senza tanti scrupoli.
Così, una parola che a prima vista può apparire come buttata là, si rivela molto puntuale e carica di simbologia, una parola doppiofondo. Anzi, "ciccio" svela uno dei lati peggiori delle cooperative sociali - almeno di quelle che assomigliano al "Portico" di Dolls: portare avanti un lavoro abborracciato con pochissimi scrupoli di coscienza, ma con l'intento di battere cassa. Naturalmente facendo credere che il "ciccio" stia sempre dalla parte dei buoni. La lingua di Dolls è seria e precisa anche nell'estetizzazione del banale.
Così, una parola che a prima vista può apparire come buttata là, si rivela molto puntuale e carica di simbologia, una parola doppiofondo. Anzi, "ciccio" svela uno dei lati peggiori delle cooperative sociali - almeno di quelle che assomigliano al "Portico" di Dolls: portare avanti un lavoro abborracciato con pochissimi scrupoli di coscienza, ma con l'intento di battere cassa. Naturalmente facendo credere che il "ciccio" stia sempre dalla parte dei buoni. La lingua di Dolls è seria e precisa anche nell'estetizzazione del banale.
mercoledì 20 ottobre 2010
I vivi e i morti
Ancora una volta, alcuni, domandano se dietro a quei personaggi del libro ci sono delle persone reali. L'autore ha più volte risposto che ogni lettore può immaginare quello che vuole, la lettura è un atto anarchico. Forse sono più importanti considerazioni diverse. Per esempio: in Dolls non esistono riferimenti a luoghi geografici precisi se non nell'ultima parte, quando entra in scena Bugnano (o Buiano) il paese di ruderi legato all'infanzia del protagonista, nel comune di Bagni di Lucca. La contrapposizione, nelle pagine del libro, è netta: se a Bugnano sono vivi anche i morti, nella Cooperativa Sociale Il Portico spesso sono i vivi a essere già morti... Quindi, anche volendo, come fai a parlare di persone reali? Meriterebbe invece dilungarsi su quei ragazzi e su quelle ragazze allieve dei corsi di formazione professionale progettati dal "proffe", il Mannucci. Loro sì che nel romanzo appaiono vivi, e sono loro e pochi altri gli unici a portare un po' di vita dentro quelle mura. Molti cooperatori invece pensano alle vacanze, ai funerali, alle convention, a qualche amorazzo... qualche pacca sulle spalle o sul culo, dipende da quello che vogliono ottenere.
lunedì 18 ottobre 2010
Serata in biblioteca, a Castelfranco
Due ore piene dedicate all'interprertazione di Dolls! I temi sono stati molti: il valore della scrittura, la capacità di scelta e il coraggio, la deriva economicistica della cooperazione sociale, la solidarietà mercificata, il cinema di Lars von Trier e di Kitano... e poi anch'io, Dona, e la mia storia d'amore, e non soltanto, con Giorgio. Ringrazio Annalisa per la bella e sentita presentazione, e il direttore Fabrizio - che ha organizzato la serata - e Serena. Ringrazio anche tutti gli intervenuti e le loro domande davvero interessanti e partecipate.
giovedì 30 settembre 2010
"Dolls", incontro in biblioteca a Castelfranco
All'interno della rassegna "Festival della lettura VI edizione"
Biblioteca Comunale di Castelfranco di Sotto (PI)
(p.zza XX Settembre)
Dolls - incontro con l'autore
domenica 17 ottobre ore 16.30
Biblioteca Comunale di Castelfranco di Sotto (PI)
(p.zza XX Settembre)
Dolls - incontro con l'autore
domenica 17 ottobre ore 16.30
lunedì 27 settembre 2010
Un po' di Shakespeare, un pochino...
Il sunto di una ricerca sulle cooperative sociali di Stefano Castriota, pubblicato su Internet, ha per titolo Neanche le cooperative sociali sono perfette. Dev'essere un eufemismo. Perché Castriota scrive: "Negli ultimi tempi, però, sono emersi dei problemi..." e giù l'elenco, il solito elenco di quei problemi che non sto a ripetere per paura di annoiare il lettore. C'è comunque un paragrafetto interessante che riguarda i percorsi di carriera. Punto la mia attenzione proprio qui: "Lo stipendio sembra dipendere più dagli anni di esperienza nella cooperativa che non dal livello d'istruzione" scrive Castriota "Il livello d'istruzione, infatti, non mostra alcun effetto diretto sullo stipendio di impiegati e dirigenti. Delle due l'una: o l'istruzione non è remunerata adeguatamente, oppure per il tipo di mansioni svolte all'interno delle cooperative sociali non è necessario un elevato livello educativo". In entrambi i casi, comunque, siamo di fronte a "una mancanza di percorsi di carriera ben definiti". Non c'è di che essere orgogliosi, mi sembra. E allora? Intanto bisogna imparare a fare a meno degli eufemismi, e formulare la seguente domanda: chi e che cosa, dentro una cooperativa sociale, decide della tua carriera di dipendente? Dolls, tra l'altro, cerca di fare chiarezza proprio su questo punto: chi sono quelli che effettivamente decidono? E chi sono quelli che invece subiscono le decisioni? E soprattutto: perché? Insomma, Stefano Castriota si limita a dire: "C'è del marcio anche in Danimarca", e auspica che si intensifichino i controlli per "iniziare a punire le organizzazioni scorrette". Mentre Dolls sta veramente dalla parte di Amleto, e completa la citazione: "O canaglia, canaglia, maledetta canaglia sorridente! A me il mio taccuino! Perché è bene che vi scriva che uno può sorridere, e sorridere, ed essere una canaglia... almeno sono sicuro che così si può essere in Danimarca (E scrive)". Non è forse vero che si sorride, in Danimarca?
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